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Volo Aloha Airlines 243, l’incredibile atterraggio di emergenza
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Volo Aloha Airlines 243: l’incredibile atterraggio di emergenza dopo la decompressione esplosiva

incidente aereo con fiamme

La storia del volo Aloha Airlines 243, il Boeing 737 che il 28 aprile 1988 perse una parte della fusoliera in volo tra Hilo e Honolulu: una hostess morì, ma 94 persone sopravvissero grazie a un atterraggio d’emergenza a Maui.

Il volo Aloha Airlines 243 è uno degli episodi più incredibili nella storia dell’aviazione civile. Il 28 aprile 1988, un Boeing 737-200 della compagnia hawaiana Aloha Airlines decollò da Hilo diretto a Honolulu, un collegamento breve e abituale tra le isole Hawaii. A bordo c’erano passeggeri, equipaggio e una routine apparentemente normale.

Pochi minuti dopo il decollo, mentre l’aereo era a circa 24.000 piedi, poco più di 7.300 metri, accadde l’impensabile: una vasta sezione della parte superiore della fusoliera si staccò di colpo. La cabina si aprì al cielo, il rumore divenne assordante, detriti e isolamento volarono ovunque e l’aereo subì una decompressione esplosiva.

esplosione incidente aereo
esplosione incidente aereo – newsmondo.it

Volo Aloha Airlines: la cabina aperta in volo e la hostess risucchiata fuori

La parte danneggiata si estendeva per circa 18 piedi, cioè oltre cinque metri, subito dietro la porta anteriore della cabina. Il comandante vide letteralmente il cielo dove prima c’era il soffitto della prima classe. I piloti dovettero comunicare con enorme difficoltà, mentre l’aereo tremava e il controllo diventava complicato.

La tragedia colpì soprattutto Clarabelle “C.B.” Lansing, assistente di volo esperta, che venne risucchiata fuori dall’aereo durante la decompressione. Il suo corpo non fu mai recuperato. Altri passeggeri e membri dell’equipaggio rimasero feriti, alcuni in modo grave, ma il dato straordinario è che il Boeing rimase comunque governabile.

L’atterraggio a Kahului e la verità sulla manutenzione

Il comandante avviò una discesa d’emergenza e l’equipaggio deviò verso l’aeroporto di Kahului, sull’isola di Maui. Non era un atterraggio normale: l’aereo aveva una parte della fusoliera distrutta, comunicazioni difficili e danni strutturali evidenti. Eppure, alle 13:58, il volo 243 toccò terra. Dei 95 occupanti, 94 sopravvissero.

L’inchiesta del National Transportation Safety Board spiegò che non si trattò di una fatalità improvvisa e inspiegabile. La causa principale fu il fallimento del programma di manutenzione di Aloha Airlines nel rilevare scollamenti, corrosione e danni da fatica nella giunzione della fusoliera. Anche la sorveglianza dell’FAA e le direttive tecniche non sufficientemente estese furono indicate tra i fattori contributivi.

Il volo Aloha Airlines 243 resta un caso simbolo: da un lato il miracolo tecnico e umano di un aereo atterrato con la cabina squarciata, dall’altro la lezione durissima sulla manutenzione degli aeromobili usati su tratte brevi, con migliaia di cicli di pressurizzazione e de-pressurizzazione. Un atterraggio incredibile, sì, ma nato da segnali che non avrebbero dovuto essere ignorati.

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ultimo aggiornamento: 26 Giugno 2026 15:48

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